Non solo orti in affitto: la strategia dietro al successo di Zappa che ti Passa
1. Il contesto
Zappa che ti Passa è una realtà di affitto orti urbani a Roma.
L’idea di partenza era semplice ma potente:
usare l’orto come antidoto allo stress cittadino e trasformarlo in un percorso per cambiare abitudini, rallentare e imparare a mangiare meglio grazie a ciò che si coltiva in autonomia.
Noi ci siamo occupati di tutto:
naming, brand identity, logo, mini-sito e campagne social a performance.
2. Naming: perché “Zappa che ti Passa”
Cercavamo un nome che facesse 3 cose:
- Richiamare il beneficio emotivo: ti passa lo stress.
- Parlare subito di orto: la parola “zappa” non lascia dubbi.
- Essere memorabile e simpatico: tono leggero, zero eco-radicalismo.
Così nasce “Zappa che ti Passa”, gioco di parole sull’espressione “vedrai che ti passa”:
- Promessa implicita: ti passa la frenesia, ti passa la testa piena.
- Immaginario concreto: hai davvero una zappa in mano, la terra sotto i piedi, il tuo pezzo di natura in città.
- Tono di voce: ironico, amichevole, molto romano – perfetto per parlare a famiglie, lavoratori stressati e giovani coppie.
Intorno al nome abbiamo definito il payoff di brand (esempi possibili):
“L’orto che ti rimette al mondo” / “Stacca la spina, attacca la zappa”
per esplicitare ancora di più il legame tra benessere e coltivazione.
3. Logo e identità visiva: natura, ma accessibile
Dal naming siamo passati alla parte visiva, con un obiettivo chiaro:
evitare l’estetica “eco-radicale” o troppo tecnica e costruire invece un brand simpatico, accogliente e moderno.
L’identità doveva essere verde e naturale, ma senza sembrare l’ennesimo progetto “bio” generico. Obiettivo: far percepire gli orti come un’attività piacevole e accessibile, non come agricoltura “seria”.
Gli elementi chiave del logo
- Il cerchio verde: racchiude la scena e richiama l’idea di appezzamento, di “pezzo di mondo” tutto tuo.
- La zappa inclinata nella terra: immediatamente riconoscibile, rende chiaro il tema dell’orto.
- La foglia bianca/verde: spezza la forma, dà movimento e suggerisce crescita, vita.
- Il logotipo:
- “ZAPPA” in verde,
- “CHE TI PASSA” in bianco,
con un font morbido e leggermente irregolare, che sembra quasi una scritta a mano.
La palette gira intorno a:
- un verde brillante come colore principale,
- toni terra (ocra, marrone chiaro),
- accenti chiari che aiutano a far emergere testi e call to action.
Risultato: un’identità che funziona molto bene:
- sui social (anche in piccolo nelle stories),
- sul sito,
- sulla segnaletica fisica in campo.
Risultato: un brand che non spaventa chi non ha mai avuto un orto, ma lo invita a provarci.
4. Il mini-sito: da “che bella idea” a “voglio il mio orto”
Una volta definito il brand, abbiamo progettato un mini-sito pensato più come landing di conversione che come sito istituzionale.
Above the fold: chiarire subito cosa offri
Nella parte alta della pagina chi arriva capisce in pochi secondi:
- che si tratta di orti in affitto a Roma;
- che l’obiettivo non è solo coltivare, ma “iniziare l’orto e dimenticare lo stress”;
- cosa include l’affitto: lotto di 50 mq, irrigazione, spazio recintato, telecamera, presenza dell’agronomo, ecc.
Subito visibile anche il pulsante per contattare via WhatsApp, fondamentale per un pubblico che arriva in gran parte da mobile.
I vantaggi: vendere l’esperienza, non i metri quadri
Subito dopo raccontiamo i benefici in modo molto concreto:
- Sapere cosa mangi: coltivi tu, decidi tu cosa usare (o non usare) sul terreno.
- Stare nella natura: l’orto è immerso nel verde dell’Agro Romano, fuori dal caos ma facilmente raggiungibile.
- Vivere il tempo diversamente: con la famiglia, con gli amici oppure da soli, in una sorta di “ritiro” personale.
Qui la comunicazione passa consapevolmente dal prodotto all’esperienza di vita.
Prova sociale e info pratiche
Nel sito hanno spazio anche:
- il numero di orti già coltivati (per dare la sensazione di un progetto vivo e frequentato),
- la sezione “Dove siamo” con descrizione, accessi e caratteristiche degli spazi,
- foto reali degli orti, che aiutano a immaginare “il proprio pezzo di terra”.
Come si prenota (senza complicazioni)
La sezione “Come prenotare” spiega il processo in 3 passaggi, pensati per abbassare ogni barriera:
- Compili il form o scrivi su WhatsApp.
- Ricevi foto degli orti disponibili e info pratiche.
- Fissi un appuntamento in campo per vedere dal vivo e decidere.
La logica è: nessun impegno immediato, prima vedi, capisci e poi scegli.
Oltre l’orto: supporto e contenuti
Per chi teme di “non essere capace”, il sito racconta anche tutto ciò che è incluso oltre al semplice affitto:
- supporto continuo dell’agronomo,
- corsi,
- convenzioni per piantine e attrezzatura.
In fondo, le liste delle verdure di stagione non sono solo utili ai clienti, ma rafforzano la percezione di competenza e cura.
5. Le campagne: 100 orti in meno di 2 mesi, poi 250 totali
Dopo aver definito brand e mini-sito, abbiamo attivato campagne Meta Ads per generare richieste di affitto.
Strategia media
- Piattaforma: Meta Ads (Facebook + Instagram).
- Obiettivo principale: generazione contatti (lead) per assegnare gli orti disponibili.
- Targeting:
- Persone a Roma e provincia interessate a natura, benessere, alimentazione sana, vita all’aria aperta.
- Famiglie con bambini, lavoratori tra i 30 e i 55 anni, coppie giovani.
Creatività e messaggi
Le creatività ruotavano su 3 pilastri:
- Antistress:
“Sostituisci la palestra dell’ora di punta con il tuo orto in mezzo al verde.” - Famiglia e relazioni:
“Un posto dove i bambini sporcano le mani (e va benissimo così).” - Cibo sano e consapevole:
“Impara a mangiare quello che hai coltivato tu.”
Il tutto con un tono leggero, coerente con il naming, e immagini di persone vere negli orti.
Dati di performance (estratto)
Per una delle campagne continuative:
- Budget giornaliero: 3 €
- Spesa totale: 84,85 €
- Risultati: 109 contatti qualificati
- Copertura: 15.632 persone
- Frequenza media: 2
- Costo per contatto: 0,78 €
Grazie a questo approccio:
- in meno di 2 mesi dall’avvio abbiamo affittato 100 orti;
- l’anno successivo, con solo un mese di ads, siamo arrivati a 250 orti totali affittati.
La combinazione di brand chiaro, sito semplice e campagne estremamente efficienti ha permesso di saturare rapidamente la disponibilità degli orti senza investimenti media elevati.
6. Cosa ci insegna il caso Zappa che ti Passa
Da questo progetto ci portiamo a casa alcune lezioni chiare:
- Un naming forte è un acceleratore di marketing
“Zappa che ti Passa” rende naturale ricordare il brand, parlarne con gli amici, reagire alle creatività sui social. Non è un dettaglio estetico: è un pezzo di strategia. Un nome forte come “Zappa che ti Passa” fa metà del lavoro di comunicazione e rende le campagne molto più impattanti.
- Le persone non comprano un orto, ma un nuovo modo di vivere il tempo
Tutta la comunicazione è stata costruita sul binomio benessere + consapevolezza alimentare, non sui metri quadri. - Un funnel semplice batte i budget enormi
Creatività chiare → mini-sito focalizzato → contatto diretto su WhatsApp o form: niente fronzoli, e i numeri lo dimostrano. - Il digitale può far crescere anche progetti molto “analogici”
Qui non vendiamo un’app o un e-commerce, ma terra, acqua, stagioni. Eppure brand e performance online hanno fatto la differenza tra “una bella idea locale” e 250 orti attivi.


